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Consulta Italia Atlante dei tipi geografici

Sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica

Consulta l'Atlante

ATTENZIONE
Per informazioni dettagliate dei contenuti riportati in queste pagine, fa fede sempre e comunque l’edizione originale in possesso del Redattore dell’opera. La riproduzione dei testi in formato elettronico presenti sul sito è consentita, salvo diversa espressa autorizzazione, esclusivamente per uso personale e non commerciale e purchè ne venga menzionata la fonte e non ne siano in alcun modo alterati forme e/o contenuti. Resta in ogni caso impregiudicata la possibilità dell’Amministrazione di tutelarsi nelle sedi opportune per ogni ravvisata violazione alle disposizioni vigenti e, in particolare, alle norme poste a tutela della proprietà intellettuale.

PRESENTAZIONE

L´Istituto Geografico Militare e l´Ente Cassa di Risparmio di Firenze
sono lieti di annunciare al Paese la pubblicazione del volume
Italia. Atlante dei tipi geografici,
edizione ampliata ed aggiornata della celebre opera omonima, compilata da Olinto Marinelli nel 1922 e che ha avuto un’unica riedizione nell’ormai lontano 1948: uno strumento fondamentale ed insostituibile per la formazione delle generazioni di geografi italiani che dal periodo interbellico si sono avvicendate sulla scena accademica e professionale. Il nuovo atlante, pur seguendo le orme del precedente, è un´opera nuova, dai contenuti, dall’impostazione metodologica e dalla forma editoriale profondamente rinnovati; e la sua realizzazione è una concreta testimonianza del ruolo che l’Istituto Geografico Militare svolge per la diffusione della cultura geografica e dell´impiego della cartografia e degli strumenti affini, per lo studio ed il governo del territorio. Collaborando per realizzare questa opera, l´Istituto e l´Ente Cassa di Risparmio di Firenze hanno voluto offrire, alla comunità scientifica ed a quanti operano nel settore delle scienze geografiche e degli studi territoriali, uno strumento basilare per la formazione, che costituirà un sicuro riferimento per affrontare nel modo più consapevole le sempre crescenti esigenze connesse con la gestione delle risorse, la pianificazione del territorio e la salvaguardia dell´ambiente, in uno scenario nel quale sempre più frequenti risultano gli eventi calamitosi ed i dissesti idrogeologici di origine sia naturale sia antropica.

L´opera è calata nel dinamico scenario dei nostri giorni, ove rivestono un ruolo importante ed insostituibile le discipline geografiche; uno scenario ben diverso da quello degli anni Venti, trascorso ormai quasi un secolo caratterizzato da tormentati eventi storici, che hanno inciso profondamente sulle fattezze di larga parte del territorio nazionale. Tuttavia non sono solo le fattezze ad aver subito mutamenti: il settore disciplinare delle scienze geografiche ha assistito al costante aggiornamento dei fondamenti metodologici, arrecato nel corso dei decenni dall´impeto del progresso scientifico e tecnologico.

Per questo, nella realizzazione del presente volume, mai è stato perseguito il fine di offrire al discente ed all’utente un semplice ampliamento editoriale ed un concomitante aggiornamento delle precedenti edizioni, sebbene sia rimasto saldo il presupposto di allora di giungere ad un´opera che non si sostituisca ai manuali specialistici, in quanto strumento volto all’insegnamento della geografia in senso lato. Un supporto didattico, si auspica, di cui si avvarranno non soltanto le università e le scuole secondarie, ma anche l’utenza variegata dei molteplici centri di ricerca e delle istituzioni pubbliche e private che operano nel nostro Paese.

Il corredo iconografico di Italia. Atlante dei tipi geografici, volto ad illustrare i molteplici e multiformi tipi geografici presenti sul territorio nazionale, è vastissimo; e lo strumento che ha trovato più largo impiego nell´esplicazione visiva di tali tipi è senz´altro quello cartografico: delle circa duemila illustrazioni presentate, oltre la metà è tratta da documentazione prodotta dall´Istituto (cartografia alle varie scale e fotografie aeree); le rimanenti da carte storiche preunitarie, carte tecniche regionali, carte geologiche, mappe catastali, carte nautiche, carte tematiche, immagini satellitari, cartogrammi, grafici, sezioni orografiche.

Per quest´opera l´Istituto Geografico Militare e l´Ente Cassa di Risparmio di Firenze, hanno messo a disposizione le proprie risorse finanziarie, organizzative, editoriali, nonchè scientifiche, ed hanno chiamato a raccolta il mondo accademico nazionale, estendendo la richiesta di collaborazione alle istituzioni competenti (Istituto Idrografico della Marina, Ufficio Generale per la Meteorologia dell´Aeronautica Militare, Direzione Centrale Cartografia Catasto e Pubblicità Immobiliare, Servizio Geologico d´Italia, Consiglio Nazionale delle Ricerche). Tale invito, accolto con generale entusiasmo dal mondo dei geografi appartenenti a ben trentanove atenei italiani, ha comportato un vasto impegno scientifico, al quale va certamente il merito di aver conseguito un traguardo così rilevante per l´intero settore disciplinare.

 

 

Il Presidente dell´Ente Cassa di Risparmio di Firenze,
Cav. del lavoro Alberto Carmi

L´Ispettore Logistico dell’Esercito,
Ten. Gen. Michele Corrado

Nell´autunno del 2002 l´Istituto Geografico Militare, in occasione del 130° anniversario della sua costituzione, e l´Ente Cassa di Risparmio di Firenze presentavano la ristampa dell´Atlante dei tipi geografici compilato nel 1922 da Olinto Marinelli, nell´intento di operare una nuova e più larga diffusione del monumentale volume marinelliano, ed annunciavano, dietro numerose richieste dei geografi italiani, la realizzazione di un nuovo atlante, ispirato alla memoria del suo primo compilatore, aggiornato, ampliato e rivisto nei contenuti e nella forma. Oggi l´Istituto Geografico Militare, grazie agli sforzi congiunti compiuti con l´Ente Cassa di Risparmio di Firenze, ed all´ampia collaborazione del mondo accademico, della ricerca e delle istituzioni impegnate nell´ambito delle materie afferenti al territorio, porta a completamento un progetto editoriale di grande importanza con la pubblicazione dell´opera
Italia. Atlante dei tipi geografici,
corrispondendo in tal modo ai reiterati auspici espressi dalla comunità scientifica dei geografi italiani negli ultimi decenni. Il volume, che nasce a distanza di ottantadue anni dalla prima edizione dell´Atlante, si propone come radicale aggiornamento ed ampliamento del medesimo, alla luce di tutte quelle trasformazioni che in tale lasso temporale hanno fortemente modificato il volto del territorio nazionale, hanno fatto registrare nuove conquiste e profondi mutamenti nel campo degli studi geotopocartografici ed hanno visto cambiare radicalmente gli stessi paradigmi scientifici della geografia. In tal senso, dopo una breve panoramica di carattere propedeutico sui principali strumenti per l´analisi geografica, finalizzata ad integrare il contenuto delle tavole, l´Atlante affronta con puntualità i temi canonici sia della geografia fisica sia di quella umana, facendo proprio l´assunto secondo cui “dalla scienza proviene la sapienza, che volge al bene di tutte le cose”, posto nel lontano 1595 da Gerardo Mercatore nella prima edizione del suo
Italia.Atlas sive cosmographicae meditationes de fabrica mundi et fabricati figura.

Da oltre quattrocento anni il termine “atlante” è andato sempre più diffondendosi per indicare raccolte di carte geografiche, fino ad ampliare il proprio contenuto semantico e comprendere anche insiemi di elementi di altro genere e provenienza, nella consapevolezza che la realizzazione di un atlante è sempre e comunque indice di una volontà di conoscenza, di un desiderio di sapere e di una pluralità di interessi. Mentre per la realizzazione della seconda edizione dell´ Atlante, apparsa nel 1948 sempre ad opera dell´Istituto Geografico Militare, si ricorreva alla collaborazione di un gruppo ristretto di scienziati, quali i professori Roberto Almagi, Aldo Sestini e Livio Trevisan, per dar conto delle già evidenti trasformazioni registratesi a poco più di vent´anni dalla prima edizione, con la realizzazione di questo volume lo stesso Istituto e l´Ente Cassa di Risparmio di Firenze hanno offerto la possibilità a tutta la comunità scientifica italiana di ampliare ed aggiornare la monumentale opera originaria, ricevendo la collaborazione di oltre centrotrenta studiosi, coordinati da un Comitato Scientifico,
espressione dell´intera comunità accademica e della ricerca geografica italiana. Con profonda soddisfazione e viva gratitudine verso il Comitato Scientifico per la sapiente opera di progettazione e
di coordinamento, nei confronti del Comitato Editoriale per l´attenta attività di indirizzo e controllo degli elaborati, verso i coordinatori dei temi disciplinari ed i referenti scientifici per l´imprescindibile contributo ed infine nei confronti di tutti i tecnici e del personale dell´Istituto Geografico Militare e dell´Ente Cassa di Risparmio di Firenze per l´assidua opera prestata, viene oggi consegnato al Paese questo nuovo strumento di formazione, con la speranza che esso possa contribuire, come nei migliori auspici, alla sempre più ampia conoscenza del territorio nazionale e delle dinamiche legate alle sue modificazioni.
 

Il Comandante dell´Istituto Geografico Militare
Magg. Gen. Renato De Filippis

La realizzazione del presente volume è stata dettata dall’importanza universalmente riconosciuta che in oltre ottant’anni, nel panorama nazionale delle discipline geografiche, ha assunto l’Atlante dei tipi geografici di Olinto Marinelli: l’opera marinelliana si è imposta come lo strumento fondamentale ed insostituibile per la formazione delle generazioni di geografi italiani che fin dal 1922, anno della sua pubblicazione, si sono avvicendate sulla scena accademica e professionale. L’Atlante è stato per decenni il supporto più efficace in Italia per la didattica della geografia: nelle sue tavole furono magistralmente illustrate le principali caratteristiche fisiche del nostro Paese, nonché alcuni aspetti antropici ed economici. La sua rilevanza sul piano scientifico e formativo fu alla base della riedizione che l’Istituto Geografico Militare portò a compimento nel 1948, affidandone la direzione scientifica ai tre eminenti geografi Roberto Almagiì, Aldo Sestini e Livio Trevisan i quali, se da un lato inserirono nuove tavole tematiche ed impiegarono nuovi supporti informativi, resi allora disponibili dall’avvento dell’aereofotogrammetria, dall’altro conservarono comunque le originarie impostazioni metodologiche dell’opera. Al vuoto generato dal rapido esaurimento della seconda edizione dell’Atlante, ripetutamente segnalato dalla comunità geografica nazionale, fece eco una corale richiesta di riedizione dell’opera in diverse occasioni ed in particolare durante i lavori del convegno che, sul tema “Validità e attualità dell’Atlante dei tipi geografici di Olinto Marinelli”, si tenne a Catania nel maggio 1987.

Nei successivi anni ’90 appositi studi di fattibilità per la pubblicazione di un nuovo Atlante confermarono la necessità e l’urgenza di dare alle stampe un’edizione aggiornata, ampliata e più maneggevole della monumentale opera marinelliana. Nel 2002 risultò determinante la delibera dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze di erogare il contributo finanziario necessario per la realizzazione dell’opera; il relativo progetto esecutivo, promosso dall’Istituto Geografico Militare e dall’Ente, prevedeva fra l’altro, ed in primo luogo, la ristampa dell’Atlante dei tipi geografici (edizione 1922) che, allestita con prontezza dall’Istituto, venne presentata in occasione della cerimonia celebrativa del 130° anniversario della sua fondazione. Nel contempo fu costituito questo Comitato Scientifico, che assunse il compito di tracciare i lineamenti di un’opera così rilevante per il settore geografico nazionale e di curarne l’allestimento, provvedendo affinchè ne fosse garantito il massimo rigore scientifico ed avvalendosi delle competenze specialistiche dei propri membri quali responsabili d’area. Anche se la funzione di un Comitato Scientifico è generalmente finale, cioè quella di garantire il rigore scientifico del prodotto finito, il ruolo di questo comitato è cominciato assai prima dell’avvio dei lavori di stesura delle tavole dell’Atlante, quando esso si è fatto carico di una laboriosa e fervida gestazione, di una sofferta e creativa progettazione, di un meticoloso lavoro di orientamento ed organizzazione, al fine di coinvolgere tutte le forze accademiche e di facilitare contatti e sinergie con i coordinatori ed i referenti delle singole schede.

La verifica dei prodotti finali è stata pertanto l’ultimo atto, impegnativo sul piano scientifico, di un ben più lungo lavoro condotto negli anni precedenti attraverso animate riunioni, tenutesi per lo più a Firenze presso la sede dell’Istituto Geografico Militare, al fine di stabilire temi, prendere decisioni, garantire innovazioni tematiche, assicurare all’opera modernità ed incidenza scientifica nel panorama culturale italiano e, per quel che riguarda il metodo, anche in quello internazionale, perché ovunque si conosca la nuova Italia, le sue nuove problematiche regionali, il nuovo modo di leggere il suo territorio e perchè si possa così apprezzare il contributo, sempre rinnovato ed attuale, del geografo, che continua a trovare nella cartografia un potente ed indispensabile supporto di studio e di progettazione, proteso alla salvaguardia e valorizzazione delle risorse e del nostro variegato e straordinario patrimonio paesistico. Questo, in sintesi, l’iter che ha preceduto l’avvio dei lavori per la realizzazione di questo volume, il cui scopo precipuo è quello dell’aggiornamento dell’opera originale alla luce dell’evoluzione disciplinare, delle trasformazioni del territorio e delle nuove metodologie di analisi e rappresentazione dello spazio geografico, per fornire uno strumento conoscitivo a quanti operano per l’analisi ed il governo del territorio e per offrire a docenti e studiosi un testo di sicuro riferimento nell’attività didattica e nella ricerca scientifica. L’opera presenta una struttura articolata in tre parti distinte: la prima propedeutica, dedicata ai principali strumenti utilizzati per l’analisi geografica; la seconda tematica, composta dalle tavole illustrative dei tipi geografici considerati; la terza, comprendente indici ed elenchi, finalizzata ad un’agevole consultazione del testo. Nell’ambito della parte propedeutica, tre sono i temi sviluppati per offrire al lettore un’adeguata panoramica introduttiva e gli strumenti per un’approfondita e dettagliata consultazione. Con i saggi afferenti al tema “documenti cartografici” si forniscono utili informazioni sui diversi strumenti cartografici presenti nelle tavole dell’Atlante, nonché alcune riflessioni sulle costituende“banche dati geografici ”, sui sistemi informativi geografici e sui limiti rappresentativi del documento cartografico. Il tema “normative toponomastiche”, che vuole essere un’utile integrazione alle cinque tavole che, nella seconda parte, sono dedicate all’argomento, presenta un inquadramento generale dell’attività di normalizzazione toponomastica avviata in sede internazionale dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, delle norme applicate dall’Istituto Geografico Militare negli allestimenti cartografici alle varie scale e della legislazione toponomastica nazionale in materia. Il tema “elementi di climatologia” offre al lettore una panoramica sintetica dei principali agenti climatici, che condizionano o influenzano l’ambiente fisico ed antropico e i tipi geografici correlati. La seconda parte è costituita dalle tavole dei tipi geografici, ripartite in venti temi. I primi sette riguardano la geografia fisica nelle sue molteplici manifestazioni tipologiche: dal “modellamento dei versanti” alle diverse fenomenologie morfologiche (fluviale, costiera, glaciale, periglaciale, strutturale e vulcanica) ed al carsismo. Seguono i tre temi, dedicati a “bonifiche”, “suolo, vegetazione e parchi”, “agricoltura e allevamento”: la loro trattazione ha per oggetto i tipi geografici, nei quali la realtà fisica del territorio è stata plasmata o significativamente modellata dall’ “attività dell’uomo, modificatrice della superficie terrestre”. I rimanenti dieci temi passano in rassegna il vasto campo degli studi geografici squisitamente “umani”, cui le precedenti edizioni dell’atlante non avevano assegnato adeguato spazio: cinque temi sviluppano la trattazione degli insediamenti (insediamenti rurali, centri abitati, abitati in dipendenza da condizioni ambientali, insediamenti di attività industriali e terziarie) ed uno mette a fuoco le “dinamiche di urbanizzazione”; altri due temi affrontano poi le questioni attinenti alle “vie e reti di comunicazione” ed alla illustrazione degli aspetti naturali ed antropici dei tipi inerenti al paesaggio ed ai beni culturali; “tipi di discontinuità territoriale” e “toponomastica” chiudono l’insieme delle tavole tematiche dell’atlante. Conclude l’opera la terza parte, costituita dal consueto apparato di indici ed elenchi delle illustrazioni e di tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’Atlante. Alla realizzazione dell’Atlante hanno prestato il proprio contributo scientifico studiosi di chiara fama, in qualità di coordinatori e di referenti scientifici, docenti delle università italiane e specialisti, che operano nell’ambito delle istituzioni nazionali competenti: ogni contributo scientifico è opera di un unico autore, il quale ha tuttavia avuto la facoltà di avvalersi di eventuali collaborazioni di altri esperti.

Una considerazione è d’obbligo per quanto attiene ai requisiti dell’omogeneità formale e dell’uniformità metodologica dell’Atlante. Questi requisiti, se da un lato rivestono un’importanza fondamentale nell’impostazione di un’opera, la cui realizzazione ha visto la partecipazione di numerosi autori, dall’altro mal si accordano con l’esigenza di assicurare completezza e rigore specialistici ai singoli contributi. Una difficoltà di intenti di cui era ben conscio lo stesso Olinto Marinelli, che scriveva: “Certo si ” che, se la compilazione e la illustrazione di ciascuna tavola fosse stata affidata ad uno specialista nello studio dell’oggetto rappresentato, si sarebbe potuto ottenere una certa perfezione nei singoli frammenti di cui l’opera si compone; ma, a prescindere dalla possibilità pratica della cosa, l’opera avrebbe perduto qualunque omogeneità ora invece, le molte ed inevitabili lacune ed imperfezioni, che possono prestarsi a critiche, sono senza dubbio compensate dalla maggiore unità di concepimento e di esecuzione. Questa fu la scelta di Olinto Marinelli nel lontano 1922. Oggi invece, alla luce dei notevoli progressi disciplinari e della crescente complessità dei fenomeni geografici, la trattazione deve necessariamente privilegiare le competenze specialistiche afferenti alle molteplici e variegate tematiche: una multiformità di approccio che è stata non solo accettata, ma anche valorizzata, perché costituisce la base indispensabile per garantire la completezza della trattazione ed il rigore specialistico dei singoli settori disciplinari. Gli autori, seppur in concordia con il Comitato, hanno proceduto all’elaborazione di tavole e saggi secondo le impostazioni metodologiche ritenute più efficaci, con una flessibilità redazionale, che ha consentito loro di selezionare, inoltre, le esemplificazioni illustrative: esemplificazioni che non costituiscono una rassegna di tutte le manifestazioni concrete e visibili di un determinato tipo geografico, ma intendono essere una selezione eloquente sul piano espositivo e didattico. In quest’ottica, che può richiamare alla mente l’oraziana rerum concordia discors, viene trascesa, in virtù della più esaustiva ed approfondita trattazione, la rigida applicazione di schemi e parametri editoriali stabiliti a priori. Per l’esemplificazione cartografica dei “tipi” è privilegiata la scala topografica, mentre il ricorso alle scale estreme è contemplato solo per casi particolari. Ed è attraverso la lettura della carta topografica che si possono comprendere determinati fenomeni, così come ebbe modo di esprimere lo stesso Marinelli, affermando che “la via della Geografia” quella tracciata dai grandi maestri, quella della comparazione delle forme, resa possibile in ampia misura solo dalle carte in grande scala, quella altresì dello studio delle tracce topografiche dell’uomo, cioè delle impronte lasciate sul suolo dall’uomo stesso nelle sue molteplici attività: tracce che le carte anche registrano e permettono di studiare nella forma, nell’ubicazione e nell’associazione con i vari elementi geografici. Gli eventuali limiti di rappresentabilità di alcuni tipi geografici, non rilevabili dalla documentazione cartografica istituzionale, sono stati superati attraverso l’elaborazione di carte tematiche, schemi, cartogrammi, grafici e disegni di vario tipo, nonchè dall’impiego di immagini satellitari e fotografiche, sia aeree sia terrestri, al fine di presentare una compiuta descrizione di tali tipi.

Italia. Atlante dei tipi geografici,
pur ricalcando le orme di Olinto Marinelli, è un’opera nuova nei contenuti, nelle impostazioni metodologiche e nell’allestimento editoriale; e la sua realizzazione è una concreta testimonianza dell’impegno con il quale l’Istituto Geografico Militare assolve il proprio compito di organo cartografico ufficiale dello Stato: l’Istituto con questa opera ha assicurato, alla comunità scientifica ed a quanti operano nell’alveo delle scienze geografiche, una base di riferimento per far fronte alle molteplici esigenze connesse con la gestione delle risorse, la loro pianificazione economica e la salvaguardia ambientale, in uno scenario a tinte fosche nel quale, con sempre maggiore frequenza, si verificano e si susseguono eventi calamitosi e dissesti idrogeologici di origine sia naturale sia antropica. Al pari dell’opera originaria, questo volume non persegue il fine di sostituirsi ai manuali scientifici specialistici, ma costituisce l’indispensabile dotazione di studio, di cui dovrebbe disporre chiunque operi in queste discipline. È un volume, fra l’altro, caratterizzato da palesi connotazioni didattiche, a beneficio di quanti svolgono funzioni di insegnamento negli atenei e nelle scuole, nonchà di coloro che si adoperano nelle attività specialistiche e professionali nell’ambito delle istituzioni pubbliche e degli organi di ricerca nazionali. Italia. Atlante dei tipi geografici

È un’opera calata appieno nell’odierna realtà e si compenetra, con forza e profondamente, nell’impetuoso divenire dei nostri giorni: gli oltre ottant’anni trascorsi dalla prima edizione hanno modificato prepotentemente lo scenario generale nel quale agisce il geografo. Oltre al territorio, anche i metodi di conoscenza, elaborazione ed analisi hanno subito radicali metamorfosi, prodotte dalle conquiste disciplinari e tecnologiche; le stesse basi dottrinali sono state sconvolte in maniera irreversibile, mettendo in crisi principi e processi operativi che si consideravano definitivamente consolidati. L’opera si inquadra, pertanto, in una cornice ben lontana da quella di una mera ripetizione o di un semplice aggiornamento della prima e della seconda edizione dell’Atlante. Nell’auspicio di aver corrisposto alle aspettative di quanti operano nel settore, il Comitato dedica il lavoro svolto ad Olinto Marinelli: alla sua insigne figura di uomo e di studioso vada un pensiero commosso, memore e grato per l’opera di ingegno, con la quale egli, pioniere e maestro, aperi nuovi orizzonti nel panorama delle discipline geografiche.

La realizzazione del presente volume è stata dettata dall’importanza universalmente riconosciuta che in oltre ottant’anni, nel panorama nazionale delle discipline geografiche, ha assunto l’Atlante dei tipi geografici di Olinto Marinelli: l’opera marinelliana si è imposta come lo strumento fondamentale ed insostituibile per la formazione delle generazioni di geografi italiani che fin dal 1922, anno della sua pubblicazione, si sono avvicendate sulla scena accademica e professionale. L’Atlante è stato per decenni il supporto più efficace in Italia per la didattica della geografia: nelle sue tavole furono magistralmente illustrate le principali caratteristiche fisiche del nostro Paese, nonchè alcuni aspetti antropici ed economici. La sua rilevanza sul piano scientifico e formativo fu alla base della riedizione che l’Istituto Geografico Militare portò a compimento nel 1948, affidandone la direzione scientifica ai tre eminenti geografi Roberto Almagiì, Aldo Sestini e Livio Trevisan i quali, se da un lato inserirono nuove tavole tematiche ed impiegarono nuovi supporti informativi, resi allora disponibili dall’avvento dell’aereofotogrammetria, dall’altro conservarono comunque le originarie impostazioni metodologiche dell’opera. Al vuoto generato dal rapido esaurimento della seconda edizione dell’Atlante, ripetutamente segnalato dalla comunità geografica nazionale, fece eco una corale richiesta di riedizione dell’opera in diverse occasioni ed in particolare durante i lavori del convegno che, sul tema “Validità e attualità dell’Atlante dei tipi geografici di Olinto Marinelli”, si tenne a Catania nel maggio 1987. Nei successivi anni ’90 appositi studi di fattibilità per la pubblicazione di un nuovo Atlante confermarono la necessità e l’urgenza di dare alle stampe un’edizione aggiornata, ampliata e più maneggevole della monumentale opera marinelliana. Nel 2002 risultò determinante la delibera dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze di erogare il contributo finanziario necessario per la realizzazione dell’opera; il relativo progetto esecutivo, promosso dall’Istituto Geografico Militare e dall’Ente, prevedeva fra l’altro, ed in primo luogo, la ristampa dell’Atlante dei tipi geografici (edizione 1922) che, allestita con prontezza dall’Istituto, venne presentata in occasione della cerimonia celebrativa del 130° anniversario della sua fondazione. Nel contempo fu costituito questo Comitato Scientifico, che assunse il compito di tracciare i lineamenti di un’opera così rilevante per il settore geografico nazionale e di curarne l’allestimento, provvedendo affinchè ne fosse garantito il massimo rigore scientifico ed avvalendosi delle competenze specialistiche dei propri membri quali responsabili d’area. Anche se la funzione di un Comitato Scientifico ‘ generalmente finale, cioè quella di garantire il rigore scientifico del prodotto finito, il ruolo di questo comitato è cominciato assai prima dell’avvio dei lavori di stesura delle tavole dell’Atlante, quando esso si è fatto carico di una laboriosa e fervida gestazione, di una sofferta e creativa progettazione, di un meticoloso lavoro di orientamento ed organizzazione, al fine di coinvolgere tutte le forze accademiche e di facilitare contatti e sinergie con i coordinatori ed i referenti delle singole schede. La verifica dei prodotti finali è stata pertanto l’ultimo atto, impegnativo sul piano scientifico, di un ben più lungo lavoro condotto negli anni precedenti attraverso animate riunioni, tenutesi per lo più a Firenze presso la sede dell’Istituto Geografico Militare, al fine di stabilire temi, prendere decisioni, garantire innovazioni tematiche, assicurare all’opera modernità ed incidenza scientifica nel panorama culturale italiano e, per quel che riguarda il metodo, anche in quello internazionale, perchè ovunque si conosca la nuova Italia, le sue nuove problematiche regionali, il nuovo modo di leggere il suo territorio e perchè si possa così apprezzare il contributo, sempre rinnovato ed attuale, del geografo, che continua a trovare nella cartografia un potente ed indispensabile supporto di studio e di progettazione, proteso alla salvaguardia e valorizzazione delle risorse e del nostro variegato e straordinario patrimonio paesistico. Questo, in sintesi, l’iter che ha preceduto l’avvio dei lavori per la realizzazione di questo volume, il cui scopo precipuo è quello dell’aggiornamento dell’opera originale alla luce dell’evoluzione disciplinare, delle trasformazioni del territorio e delle nuove metodologie di analisi e rappresentazione dello spazio geografico, per fornire uno strumento conoscitivo a quanti operano per l’analisi ed il governo del territorio e per offrire a docenti e studiosi un testo di sicuro riferimento nell’attività didattica e nella ricerca scientifica. L’opera presenta una struttura articolata in tre parti distinte: la prima propedeutica, dedicata ai principali strumenti utilizzati per l’analisi geografica; la seconda tematica, composta dalle tavole illustrative dei tipi geografici considerati; la terza, comprendente indici ed elenchi, finalizzata ad un’agevole consultazione del testo. Nell’ambito della parte propedeutica, tre sono i temi sviluppati per offrire al lettore un’adeguata panoramica introduttiva e gli strumenti per un’approfondita e dettagliata consultazione. Con i saggi afferenti al tema “documenti cartografici” si forniscono utili informazioni sui diversi strumenti cartografici presenti nelle tavole dell’Atlante, nonchè alcune riflessioni sulle costituende “banche dati geografici ”, sui sistemi informativi geografici e sui limiti rappresentativi del documento cartografico. Il tema “normative toponomastiche”, che vuole essere un’utile integrazione alle cinque tavole che, nella seconda parte, sono dedicate all’argomento, presenta un inquadramento generale dell’attività di normalizzazione toponomastica avviata in sede internazionale dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, delle norme applicate dall’Istituto Geografico Militare negli allestimenti cartografici alle varie scale e della legislazione toponomastica nazionale in materia. Il tema “elementi di climatologia ” offre al lettore una panoramica sintetica dei principali agenti climatici, che condizionano o influenzano l’ambiente fisico ed antropico e i tipi geografici correlati. La seconda parte è costituita dalle tavole dei tipi geografici, ripartite in venti temi. I primi sette riguardano la geografia fisica nelle sue molteplici manifestazioni tipologiche: dal “modellamento dei versanti” alle diverse fenomenologie morfologiche (fluviale, costiera, glaciale, periglaciale, strutturale e vulcanica) ed al carsismo. Seguono i tre temi, dedicati a “bonifiche”, “suolo, vegetazione e parchi”, “agricoltura e allevamento”: la loro trattazione ha per oggetto i tipi geografici, nei quali la realtà fisica del territorio è stata plasmata o significativamente modellata dall’“attività dell’uomo, modificatrice della superficie terrestre”. I rimanenti dieci temi passano in rassegna il vasto campo degli studi geografici squisitamente “umani”, cui le precedenti edizioni dell’atlante non avevano assegnato adeguato spazio: cinque temi sviluppano la trattazione degli insediamenti (insediamenti rurali, centri abitati, abitati in dipendenza da condizioni ambientali, insediamenti di attività industriali e terziarie) ed uno mette a fuoco le “dinamiche di urbanizzazione”; altri due temi affrontano poi le questioni attinenti alle “vie e reti di comunicazione” ed alla illustrazione degli aspetti naturali ed antropici dei tipi inerenti al paesaggio ed ai beni culturali; “tipi di discontinuità territoriale“ e “toponomastica” chiudono l’insieme delle tavole tematiche dell’atlante. Conclude l’opera la terza parte, costituita dal consueto apparato di indici ed elenchi delle illustrazioni e di tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’Atlante. Alla realizzazione dell’Atlante hanno prestato il proprio contributo scientifico studiosi di chiara fama, in qualità di coordinatori e di referenti scientifici, docenti delle università italiane e specialisti, che operano nell’ambito delle istituzioni nazionali competenti: ogni contributo scientifico è opera di un unico autore, il quale ha tuttavia avuto la facoltà di avvalersi di eventuali collaborazioni di altri esperti.

Una considerazione è d’obbligo per quanto attiene ai requisiti dell’omogeneità formale e dell’uniformità metodologica dell’Atlante. Questi requisiti, se da un lato rivestono un’importanza fondamentale nell’impostazione di un’opera, la cui realizzazione ha visto la partecipazione di numerosi autori, dall’altro mal si accordano con l’esigenza di assicurare completezza e rigore specialistici ai singoli contributi. Una difficoltà di intenti di cui era ben conscio lo stesso Olinto Marinelli, che scriveva: “Certo si ” che, se la compilazione e la illustrazione di ciascuna tavola fosse stata affidata ad uno specialista nello studio dell’oggetto rappresentato, si sarebbe potuto ottenere una certa perfezione nei singoli frammenti di cui l’opera si compone; ma, a prescindere dalla possibilità pratica della cosa, l’opera avrebbe perduto qualunque omogeneità; ora invece, le molte ed inevitabili lacune ed imperfezioni, che possono prestarsi a critiche, sono senza dubbio compensate dalla maggiore unità di concepimento e di esecuzione. Questa fu la scelta di Olinto Marinelli nel lontano 1922. Oggi invece, alla luce dei notevoli progressi disciplinari e della crescente complessità dei fenomeni geografici, la trattazione deve necessariamente privilegiare le competenze specialistiche afferenti alle molteplici e variegate tematiche: una multiformità di approccio che è stata non solo accettata, ma anche valorizzata, perchè costituisce la base indispensabile per garantire la completezza della trattazione ed il rigore specialistico dei singoli settori disciplinari. Gli autori, seppur in concordia con il Comitato, hanno proceduto all’elaborazione di tavole e saggi secondo le impostazioni metodologiche ritenute più efficaci, con una flessibilità redazionale, che ha consentito loro di selezionare, inoltre, le esemplificazioni illustrative: esemplificazioni che non costituiscono una rassegna di tutte le manifestazioni concrete e visibili di un determinato tipo geografico, ma intendono essere una selezione eloquente sul piano espositivo e didattico. In quest’ottica, che può richiamare alla mente l’oraziana rerum concordia discors, viene trascesa, in virtù della più esaustiva ed approfondita trattazione, la rigida applicazione di schemi e parametri editoriali stabiliti a priori. Per l’esemplificazione cartografica dei “tipi” è privilegiata la scala topografica, mentre il ricorso alle scale estreme è contemplato solo per casi particolari. Ed è attraverso la lettura della carta topografica che si possono comprendere determinati fenomeni, così come ebbe modo di esprimere lo stesso Marinelli, affermando che “la via della Geografia” quella tracciata dai grandi maestri, quella della comparazione delle forme, resa possibile in ampia misura solo dalle carte in grande scala, quella altresì dello studio delle tracce topografiche dell’uomo, cioè delle impronte lasciate sul suolo dall’uomo stesso nelle sue molteplici attività: tracce che le carte anche registrano e permettono di studiare nella forma, nell’ubicazione e nell’associazione con i vari elementi geografici. Gli eventuali limiti di rappresentabilità di alcuni tipi geografici, non rilevabili dalla documentazione cartografica istituzionale, sono stati superati attraverso l’elaborazione di carte tematiche, schemi, cartogrammi, grafici e disegni di vario tipo, nonché dall’impiego di immagini satellitari e fotografiche, sia aeree sia terrestri, al fine di presentare una compiuta descrizione di tali tipi.

Italia. Atlante dei tipi geografici,pur ricalcando le orme di Olinto Marinelli, è un’opera nuova nei contenuti, nelle impostazioni metodologiche e nell’allestimento editoriale; e la sua realizzazione è una concreta testimonianza dell’impegno con il quale l’Istituto Geografico Militare assolve il proprio compito di organo cartografico ufficiale dello Stato: l’Istituto con questa opera ha assicurato, alla comunità scientifica ed a quanti operano nell’alveo delle scienze geografiche, una base di riferimento per far fronte alle molteplici esigenze connesse con la gestione delle risorse, la loro pianificazione economica e la salvaguardia ambientale, in uno scenario a tinte fosche nel quale, con sempre maggiore frequenza, si verificano e si susseguono eventi calamitosi e dissesti idrogeologici di origine sia naturale sia antropica. Al pari dell’opera originaria, questo volume non persegue il fine di sostituirsi ai manuali scientifici specialistici, ma costituisce l’indispensabile dotazione di studio, di cui dovrebbe disporre chiunque operi in queste discipline. è un volume, fra l’altro, caratterizzato da palesi connotazioni didattiche, a beneficio di quanti svolgono funzioni di insegnamento negli atenei e nelle scuole, nonchè di coloro che si adoperano nelle attività specialistiche e professionali nell’ambito delle istituzioni pubbliche e degli organi di ricerca nazionali.

Italia. Atlante dei tipi geografici è un’opera calata appieno nell’odierna realtà e si compenetra, con forza e profondamente, nell’impetuoso divenire dei nostri giorni: gli oltre ottant’anni trascorsi dalla prima edizione hanno modificato prepotentemente lo scenario generale nel quale agisce il geografo. Oltre al territorio, anche i metodi di conoscenza, elaborazione ed analisi hanno subito radicali metamorfosi, prodotte dalle conquiste disciplinari e tecnologiche; le stesse basi dottrinali sono state sconvolte in maniera irreversibile, mettendo in crisi principi e processi operativi che si consideravano definitivamente consolidati. L’opera si inquadra, pertanto, in una cornice ben lontana da quella di una mera ripetizione o di un semplice aggiornamento della prima e della seconda edizione dell’Atlante. Nell’auspicio di aver corrisposto alle aspettative di quanti operano nel settore, il Comitato dedica il lavoro svolto ad Olinto Marinelli: alla sua insigne figura di uomo e di studioso vada un pensiero commosso, memore e grato per l’opera di ingegno, con la quale egli, pioniere e maestro, aperi nuovi orizzonti nel panorama delle discipline geografiche.

 

Il Comitato Scientifico

Comitato d´Onore

Giampaolo DI PAOLA (Presidente),
Capo di Stato Maggiore della Difesa
Alberto CARMI,
Presidente dell´Ente Cassa di Risparmio di Firenze
Leonardo DOMENICI,
Sindaco della Città di Firenze
Marino FOLIN,
Magnifico Rettore dell´Università IUAV di Venezia
Giulio FRATICELLI,
Capo di Stato Maggiore dell´Esercito
Carla GUIDUCCI BONANNI,
Assessore alla Cultura del Comune di Signa
Salvatore ITALIA
Capo del Dipartimento per i Beni Archivistici e Librari del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali
Gianvalerio LOMBARDI,
Prefetto di Firenze
Luigi LUCHERINI,
Sindaco della Città di Arezzo
Augusto MARINELLI,
Magnifico Rettore dell´Università, degli Studi di Firenze
Claudio MARTINI,
Presidente della Giunta Regionale della Toscana
Antonio PAOLUCCI,
Soprintendente Speciale per il Polo Museale Fiorentino
Matteo RENZI,
Presidente della Provincia di Firenze
Francesco SABATINI,
Presidente dell´Accademia della Crusca
Franco SCARAMUZZI,
Presidente dell´Accademia dei Georgofili
Francesco SICILIA,
Capo del Dipartimento per lo Spettacolo e lo Sport del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali
Timothy VERDON,
Curia Arcivescovile di Firenze

Comitato Promotore
Michele CORRADO,
Ispettore Logistico dell´Esercito, già Comandante dell´Istituto Geografico Militare
Edoardo SPERANZA,
Vice Presidente dell´Ente Cassa di Risparmio di Firenze

Comitato Scientifico
Salvatore ARCA (Presidente),
Direttore della Scuola Superiore di Scienze Geografiche “Giovanni Boaga” dell´Istituto Geografico Militare
Andrea CANTILE,
Presidente del Consiglio Scientifico dell´Associazione Italiana di Cartografia
Alberto DI BLASI,
Presidente dell´Associazione dei Geografi Italiani
Francesco DRAMIS,
Presidente dell´Associazione Italiana di Geografia Fisica e Geomorfologia
Fiorenzo MANCINI,
Presidente dell´Accademia Italiana di Scienze Forestali
Giampiero MARACCHI,
Direttore dell´Istituto di Biometeorologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche
Peris PERSI,
Presidente dell´Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (1991-2002)
Giuliano RODOLFI,
Coordinatore Nazionale del Progetto “Erosione del suolo in ambiente Mediterraneo” (MIUR)
Franco SALVATORI,
Presidente della Società Geografica Italiana
Giuseppe SCANU,
Presidente dell´Associazione Italiana di Cartografia
Maria TINACCI MOSSELLO,
Presidente della Società di Studi Geografici
Mauro MARRANI (Segretario), Istituto Geografico Militare

Comitato Editoriale
Renato DE FILIPPIS (Presidente),
Comandante dell´Istituto Geografico Militare
Carlo BRUSA,
Direttore di “Ambiente Società Territorio Geografia” nelle scuole
Andrea CANTILE,
Direttore di “L´Universo”
Alberto DI BLASI,
Direttore di “Geotema”
Paolo Roberto FEDERICI,
Direttore di “Geografia fisica e dinamica quaternaria”
Antonio GHERDOVICH,
Vice Direttore Generale dell´Ente Cassa di Risparmio di Firenze
Vittorio SANSEVERINO,
Responsabile Amministrativo dell´Istituto Geografico Militare
Bruno VECCHIO,
Direttore di “Rivista Geografica Italiana”
Mauro MARRANI (Segretario), Istituto Geografico Militare
Hanno collaborato ai lavori del Comitato Editoriale:
Laura CASSI, Luciano LAGO, Adriano RIBOLINI.

Coordinatori dei temi
Salvatore ARCA
Augusto BIANCOTTI
Erminio BORLENGHI
Andrea CANTILE
Giacomo CORNA PELLEGRINI
Carlo DA POZZO
Carmelo FORMICA
Piero INNOCENTI
Elvidio LUPIA PALMIERI
Enzo PRANZINI
Ugo SAURO
Carlo BARTOLINI
Andrea BISSANTI
Giuseppe CAMPIONE
Berardo CORI
Tullio D?APONTE
Paolo Roberto FEDERICI
Silvano GRAZI
Maria Gemma GRILLOTTI
Mario PANIZZA
Cecilia SANTORO LEZZI
Roberto SORANI

Referenti scientifici delle tavole
Francesco ADAMO
Gianfranco AMADIO
Salvatore ARCA
Angelo ARU
Enrico BALDINI
Carlo BARTOLINI
Augusto BIANCOTTI
Marco BINDI
Andrea BISSANTI
Federico BOENZI
Carlo BRUSA
Pierpaolo CAGNETTI
Carlo CANNAFOGLIA
Claudio CAPUTO
Laura CASSI
Mario CATAUDELLA
Carlo COLELLA
Pasquale COPPOLA
Giacomo CORNA PELLEGRINI
Marco COSTA
Leandro D?ALESSANDRO
Carlo DA POZZO
Valerio AGNESI
Onofrio AMORUSO
Gabriella ARENA
Marina BALDI
Carlo BARONI
Gianfranco BATTISTI
Paolo BILLI
Alfredo BINI
Carlo BLASI
Erminio BORLENGHI
Luciano BUZZETTI
Giuseppe CAMPIONE
Andrea CANTILE
Alberto CARTON
Doriano CASTALDINI
Orazio CIANCIO
Mauro COLTORTI
Berardo CORI
Giancamillo CORTEMIGLIA
Franco CUCCHI
Tullio D´APONTE
Tommaso DE PIPPO
Donatella DE RITA
Maria Teresa DI MAGGIO
Paolo DOCCIOLI
Franco FARINELLI
Mario FONDELLI
Paola FREDI
Maria Luisa GENTILESCHI
Paolo GHELARDONI
Maria Clotilde GIULIANI
Silvano GRAZI
Mauro GUGLIELMIN
Roberta IVALDI
Renzo LANDI
Ugo LEONE
Elio MANZI
Ernesto MAZZETTI
Mirco MENEGHEL
Michele MOTTA
Alberto NOCENTINI
Simone ORLANDINI
Paolo Emanuele ORR?
Giovanni PALMENTOLA
Mario PANIZZA
Manuela PELFINI
Giovan Battista PELLEGRINI
Leonardo PICCINI
Massimo QUAINI
Leonardo ROMBAI
Filippo RUSSO
Cecilia SANTORO LEZZI
Guglielmo SCARAMELLINI
Claudio SMIRAGLIA
Marino SORRISO VALVO
Domenico TACCHIA
Angelo TURCO
Bruno VECCHIO
Gabriele ZANETTO
Gino DE VECCHIS
Luigi DI PRINZIO
Carlo ELMI
Paolo Roberto FEDERICI
Carmelo FORMICA
Mario FUMAGALLI
Bernardino GENTILI
Sergio GINESU
Fiorenza GRANUCCI
Maria Gemma GRILLOTTI
Piero INNOCENTI
Luciano LAGO
Piergiorgio LANDINI
Franco MANTOVANI
Mauro MARCHETTI
Alberto MELELLI
Sebastiano MONTI
Olivia NESCI
Susanna NOCENTINI
Giuseppe OROMBELLI
Cosimo PALAGIANO
Gilberto PAMBIANCHI
Emanuele PARATORE
Vinicio PELINO
Sandra PIACENTE
Enzo PRANZINI
Adriano RIBOLINI
Vittorio RUGGIERO
Nicoletta SANTANGELO
Ugo SAURO
Umberto SIMEONI
Mauro SOLDATI
Giorgio SPINELLI
Claudio TELLINI
Antonio ULZEGA
Gilmo VIANELLO

PRINCIPALI STRUMENTI PER L’ANALISI GEOGRAFICA (pdf: 16.611 kb)

(Responsabili d´area: Andrea Cantile – Istituto Geografico Militare

Salvatore Arca – Istituto Geografico Militare – Giampiero Maracchi – Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Biometeorologia)

MODELLAMENTO DEI VERSANTI (pdf: 11.294 kb)

(Responsabile d´area in seno al Comitato Scientifico: Giuliano Rodolfi; coordinatore: Mario Panizza)

  • Tavola 1 (561 kb) Paesaggi delle formazioni plio-pleistoceniche – Sandra Piacente
  • Tavola 2 (496 kb) Forme di erosione superficiale: calanchi e biancane – Leandro D’Alessandro
  • Tavola 3 (691 kb) Paesaggi di alta montagna: dolomie – Mario Panizza
  • Tavola 4 (2.526 kb) Paesaggi di alta montagna: rocce cristalline – Alberto Carton
  • Tavola 5 (919 kb) Paesaggi dei flysch appeninici – Doriano Castaldini
  • Tavola 6 (2.411 kb) Paesaggi delle “argille scagliose” – Carlo Elmi
  • Tavola 7 (784 kb) Deformazioni gravitative profonde – Bernardino Gentili
  • Tavola 8 (1.304 kb) Grandi movimenti franosi – Mauro Soldati
  • Tavola 9 (888 kb) Il grande movimento franoso del Vajont – Franco Mantovani
  • Tavola 10 (2.216 kb) Laghi di sbarramento da frana – Alberto Carton

MORFOLOGIA FLUVIALE E SUPERFICI RELITTE (zip: 31.498 kb)

(Responsabile d´area in seno al Comitato Scientifico: Francesco Dramis; coordinatore: Augusto Biancotti)

  • Tavola 11 (832 kb) Alvei fluviali montani – Paolo Billi
  • Tavola 12 (1.535 kb) Alvei a canali intrecciati – Mauro Marchetti
  • Tavola 13 (839 kb) Conoidi di deiezione – Giovanni Battista Pellegrini
  • Tavola 14 (624 kb) Alvei a meandri – Michele Motta
  • Tavola 15 (721 kb) Pianure alluvionali – Michele Motta
  • Tavola 16 (661 kb) Foci fluviali – Umberto Simeoni
  • Tavola 17 (1.215 kb) Terrazzi alluvionali climatici – Mauro Coltorti
  • Tavola 18 (906 kb) Terrazzi alluvionali eustatici – Giancamillo Cortemiglia
  • Tavola 19 (1.049 kb) Fiumare – Marino Sorriso Valvo
  • Tavola 20 (826 kb) Gravine – Federico Boenzi
  • Tavola 21(795 kb) Valli di sovraimposizione e antecedenza – Giovanni Battista Pellegrini
  • Tavola 22 (995 kb) Catture fluviali – Augusto Biancotti
  • Tavola 23 (641 kb) Reticoli idrografici e loro analisi morfometrica – Paola Fredi
  • Tavola 24 (964 kb) Superfici intravallive – Doriano Castaldini
  • Tavola 25 (1.481 kb) Superfici relitte – Carlo Bartolini

MORFOLOGIA COSTIERA (pdf: 5.244 kb)

(Responsabile d´area in seno al Comitato Scientifico: Giuliano Rodolfi; coordinatore: Enzo Pranzini)

  • Tavola 26 (669 kb) Coste rocciose: falesie vive e morte – Giancamillo Cortemiglia
  • Tavola 27 (714 kb) Coste di sommersione: rias – Sergio Ginesu
  • Tavola 28 (768 kb) Coste basse: spiagge, dune costiere – Leandro D´Alessandro
  • Tavola 29 (465 kb) Coste basse: lagune, tomboli, stagni costieri – Tommaso De Pippo
  • Tavola 30 (589 kb) Delta tirrenici – Claudio Caputo
  • Tavola 31 (480 kb) Il delta del Po – Umberto Simeoni
  • Tavola 32 (505 kb) Pianure costiere – Enzo Pranzini
  • Tavola 33 (753 kb) Terrazzi marini – Giovanni Palmentola
  • Tavola 34 (910 kb) Morfologia sommersa – Paolo Emanuele Orrù
  • Tavola 35 (503 kb) Difese costiere – Enzo Pranzini

MORFOLOGIA GLACIALE E PERIGLACIALE (pdf: 21.074 kb)

(Responsabile d´area in seno al Comitato Scientifico: Francesco Dramis; coordinatore: Paolo Roberto Federici)

  • Tavola 36 (1.152 kb) Ghiacciai vallivi alpini – Claudio Smiraglia 
  • Tavola 37 (1.459 kb) Ghiacciai minori – Paolo Roberto Federici
  • Tavola 38 (1.666 kb) Circhi glaciali – Carlo Baroni
  • Tavola 39 (3.791 kb) Valli glaciali – Carlo Baroni
  • Tavola 40 (2.256 kb) Forme di accumulo glaciale – Alberto Carton
  • Tavola 41 (1.122 kb) Anfiteatri morenici – Alfredo Bini
  • Tavola 42 (935 kb) Laghi prealpini – Giuseppe Orombelli
  • Tavola 43 (4.235 kb) Laghi glaciali – Manuela Pelfini
  • Tavola 44 (1.037 kb) Forme di glacialismo appenninico – Paolo Roberto Federici
  • Tavola 45 (804 kb) Rock glaciers e altre forme periglaciali – Mauro Gugliemin
  • Tavola 46 (412 kb)  Forme da nivazione e da valanga – Claudio Tellini

MORFOLOGIA STRUTTURALE (pdf: 10.889 kb)

(Responsabile d´area in seno al Comitato Scientifico: Giuliano Rodolfi; coordinatore: Carlo Bartolini)

  • Tavola 47 (1.074 kb)  Reticoli dendritici – Carlo Bartolini
  • Tavola 48 (1.098 kb)  Reticoli a traliccio – Carlo Bartolini
  • Tavola 49 (824 kb) Reticoli e fratture – Paola Fredi
  • Tavola 50 (811 kb) Reticoli idrografici: densit´ di drenaggio e litotipi – Carlo Bartolini
  • Tavola 51 (1.258 kb) Forme di erosione selettiva – Adriano Ribolini
  • Tavola 52 (606 kb) Strutture tabulari – Giovanni Palmentola
  • Tavola 53  (607 kb) Strutture a pieghe – Olivia Nesci
  • Tavola 54 (1.356 kb) Strutture monoclinali – Ugo Sauro
  • Tavola 55 (1.897 kb) Depressioni tettoniche intermontane – Gilberto Pambianchi
  • Tavola 56 (1.261 kb) Versanti di faglia e linee di faglia – Nicoletta Santangelo
  • Tavola 57 (839 kb) Fronti di sovrascorrimento – Bernardino Gentili

CARSISMO (pdf : 6.691 kb)
(Responsabile d´area in seno al Comitato Scientifico: Francesco Dramis; coordinatore: Ugo Sauro)

  • Tavola 58 (994 kb) Forme del carsismo classico – Franco Cucchi
  • Tavola 59 (1.097 kb) Forme carsiche dell´alta montagna – Mirco Meneghel
  • Tavola 60 (1.938 kb) Altopiani carsici – Ugo Sauro
  • Tavola 61 (934 kb) Conche tettono-carsiche e piani carsici – Alfredo Bini
  • Tavola 62 (1.031 kb) Rilievo fluvio-carsico e carsismo di contatto – Leonardo Piccini
  • Tavola 63 (944 kb) Forme carsiche nelle evaporiti – Valerio Agnesi

MORFOLOGIA VULCANICA (pdf : 7.950 kb)
(Responsabile d´area in seno al Comitato Scientifico: Francesco Dramis; coordinatore: Elvidio Lupia Palmieri)

  • Tavola 64 (749 kb) Vulcani attivi: il Vesuvio – Filippo Russo
  • Tavola 65 (623 kb) Vulcani attivi: l’Etna – Valerio Agnesi
  • Tavola 66 (502 kb) Stromboli e Vulcano – Valerio Agnesi
  • Tavola 67 (1.601 kb) I Campi Flegrei e Ischia – Filippo Russo
  • Tavola 68 (2.592 kb) Ripiani vulcanici della Sardegna – Antonio Ulzega
  • Tavola 69 (586 kb) Edifici vulcanici estinti: Colli Euganei – Giovanni Battista Pellegrini
  • Tavola 70 (1.317 kb) Edifici vulcanici estinti del Lazio – Paola Fredi
  • Tavola 71 (690 kb) Forme vulcaniche minori – Paola Fredi
  • Tavola 72 (1.526 kb) Caldere e crateri – Donatella De Rita
  • Tavola 73 (743 kb) Forme connesse con il magmatismo intrusivo – Paolo Roberto Federici

BONIFICHE (pdf :5.000 kb)
(Responsabile d´area in seno al Comitato Scientifico: Giuliano Rodolfi; coordinatore: Silvano Grazi)

  • Tavola 74 (728 kb) Sistemazioni idraulico-forestali – Silvano Grazi
  • Tavola 75 (1.269 kb) Bonifiche costiere – Roberta Ivaldi
  • Tavola 76 (722 kb) Bonifiche di pianure interne – Silvano Grazi
  • Tavola 77 (1.052 kb) Grandi opere irrigue – Silvano Grazi
  • Tavola 78(1.407 kb) Invasi artificiali – Silvano Grazi

SUOLO, VEGETAZIONE, PARCHI (pdf : 13.848 kb)
(Responsabile d´area in seno al Comitato Scientifico: Fiorenzo Mancini; coordinatore: Maria Gemma Grillotti)

  • Tavola 79 (2.250 kb) Tipi di vegetazione – Carlo Blasi
  • Tavola 80 (2.418 kb) Tipi di suolo – Angelo Aru
  • Tavola 81 (2.093 kb) Forme di degrado e salvaguardia dei suoli – Angelo Aru
  • Tavola 82 (1.051 kb) Boschi e loro tipologia – Orazio Ciancio
  • Tavola 83 (1.446 kb) Parchi e riserve di varia tipologia e altre aree protette – Susanna Nocentini

AGRICOLTURA E ALLEVAMENTO (pdf: 9.247 kb)
(Responsabile d´area in seno al Comitato Scientifico: Fiorenzo Mancini; coordinatore: Maria Gemma Grillotti)

  • Tavola 84 (1.762 kb) Uso del suolo – Gilmo Vianello
  • Tavola 85 (776 kb) Seminativi nudi ed arborati – Renzo Landi
  • Tavola 86 (1.307 kb) Colture specializzate – Enrico Baldini
  • Tavola 87 (813 kb) Sistemazioni idraulico-agrarie – Renzo Landi
  • Tavola 88 (1.386 kb) Spazi dell´allevamento stanziale – Maria Gemma Grillotti
  • Tavola 89 (1.895 kb) Spazi dell´allevamento itinerante ed integrato – Maria Gemma Grillotti
  • Tavola 90 (1.743 kb) Spazi dell´acquacoltura tradizionale estensiva – Maria Gemma Grillotti
  • Tavola 91 (824 kb) Forme dell´acquacoltura intensiva e semi-intensiva – Maria Gemma Grillotti

FORME DI INSEDIAMENTO RURALE (pdf: 2.801 kb)
(Responsabile d´area in seno al Comitato Scientifico: Alberto Di Blasi; coordinatore: Carmelo Formica)

  • Tavola 92 (1.880 kb) Insediamenti rurali tradizionali – Carmelo Formica
  • Tavola 93 (944 kb) Nuovi insediamenti rurali – Carmelo Formica
CENTRI ABITATI (pdf : 6.528 kb)
(Responsabile d´area in seno al Comitato Scientifico: Peris Persi; coordinatore: Berardo Cori)

  • Tavola 94 (1.369 kb) Centri abitati agglomerati – Berardo Cori
  • Tavola 95 (552 kb) Centri abitati dispersi: generalità – Bruno Vecchio
  • Tavola 96 (1.948 kb) Centri abitati dispersi: genesi ed evoluzione – Bruno Vecchio
  • Tavola 97 (1.465 kb) Centri abitati duplici e a coppia – Alberto Melelli
  • Tavola 98 (1.552 kb) Centri abitati in serie di pianura – Marco Costa
  • Tavola 99 (3.682 kb) Centri abitati in serie di montagna – Luciano Buzzetti

DINAMICHE DI URBANIZZAZIONE (zip: 23.791 kb)
(Responsabile d´area in seno al Comitato Scientifico: Franco Salvatori; coordinatore: Carlo Da Pozzo)

  • Tavola 100 (1.505 kb) Conurbazioni – Carlo Brusa
  • Tavola 101 (3.093 kb) Agglomerati urbani – Pasquale Coppola
  • Tavola 102 (3.086 kb) Città diffuse – Carlo Da Pozzo
  • Tavola 103 (2.390 kb) Aree metropolitane – Guglielmo Scaramellini
  • Tavola 104 (1.002 kb) Periferie delle grandi città – Mario Fumagalli
  • Tavola 105 (1.183 kb) Periferie delle citt&agrave, medie e minori – Mario Fumagalli

MORFOLOGIE DI ABITATI IN DIPENDENZA DA CONDIZIONI AMBIENTALI (pdf : 12.256 kb)
(Responsabile d´area in seno al Comitato Scientifico: Alberto Di Blasi; coordinatore: Andrea Bissanti)

  • Tavola 106 (1.206 kb)  Abitati costieri – Ernesto Mazzetti
  • Tavola 107 (1.453 kb) Abitati delle isole minori – Ernesto Mazzetti
  • Tavola 108 (3.267 kb) Abitati in dipendenza da condizioni locali di morfologia e idrografia – Andrea Bissanti
  • Tavola 109 (2.487 kb) Abitati in dipendenza da condizioni di viabilità – Maria Teresa Di Maggio
  • Tavola 110 (2.278 kb) Abitati in dipendenza dall´evoluzione dei sistemi di trasporto – Andrea Bissanti
  • Tavola 111 (1.798 kb) Abitati di fondazione a pianta regolare – Maria Clotilde Giuliani Balestrino
  • Tavola 112  (1.042 kb) Città di fondazione – Maria Luisa Gentileschi
  • Tavola 113 (447 kb) I nuovi centri – Maria Luisa Gentileschi

FORME DI INSEDIAMENTO DI ATTIVITÀ INDUSTRIALI (pdf : 5.173 kb)
(Responsabile d´area in seno al Comitato Scientifico: Maria Tinacci Mossello; coordinatore: Erminio Borlenghi)

  • Tavola 114 (1.003 kb) Grandi industrie – Giorgio Spinelli
  • Tavola 115 (1.571 kb) Insediamenti industriali pianificati – Piergiorgio Landini
  • Tavola 116 (865 kb) Reti di industrie – Erminio Borlenghi
  • Tavola 117 (1.153 kb) Insediamenti per la produzione di energia – Gianfranco Battisti
  • Tavola 118 (694 kb) Aree industriali defunzionalizzate – Erminio Borlenghi

FORME DI INSEDIAMENTO DI ATTIVITÀ TERZIARIE (pdf : 5.750 kb)
(Responsabile d´area in seno al Comitato Scientifico: Maria Tinacci Mossello; coordinatore: Piero Innocenti)

  • Tavola 119 (951 kb) Insediamenti di attività commerciali – Paolo Doccioli
  • Tavola 120 (1.386 kb) Insediamenti di attività ricreative e turistiche – Piero Innocenti
  • Tavola 121 (3.023 kb) Insediamenti specialistici – Gabriele Zanetto
  • Tavola 122 (2.015 kb) Approdi turistici – Francesco Adamo
  • Tavola 123 (592 kb) Impianti a fune – Piero Innocenti

VIE E RETI DI COMUNICAZIONE (pdf : 11.932 kb)
(Responsabile d´area in seno al Comitato Scientifico: Giuseppe Scanu; coordinatori: Cecilia Santoro Lezzi – Giuseppe Campione)

  • Tavola 124 (1.043 kb) Viabilità di grande comunicazione – Paolo Ghelardoni
  • Tavola 125 (940 kb) Viabilità ordinaria – Paolo Ghelardoni
  • Tavola 126 (1.288 kb) Strade ferrate – Onofrio Amoruso
  • Tavola 127 (3.193 kb) Idrovie – Cecilia Santoro Lezzi
  • Tavola 128 (972 kb) Ponti – Giuseppe Campione
  • Tavola 129 (307 kb) Interporti – Giuseppe Campione
  • Tavola 130 (698 kb) Aeroporti – Vittorio Ruggiero
  • Tavola 131 (556 kb) Porti – Giuseppe Campione
  • Tavola 132 (77 kb) Autostrade del mare e corridoi multimodali – Giuseppe Campione
  • Tavola 133 (4.677 kb) Impianti di prelievo, adduzione e distribuzione idrica – Cecilia Santoro Lezzi
  • Tavola 134 (217 kb) Impianti di ripetizione segnali – Emanuele Paratore

PAESAGGIO E BENI CULTURALI (pdf : 18.254 kb)
(Responsabile d´area in seno al Comitato Scientifico: Peris Persi; coordinatore: Giacomo Corna Pellegrini)

  • Tavola 135 (1.392 kb) Paesaggi storico-culturali – Giacomo Corna Pellegrini
  • Tavola 136 (792 kb) Monumenti e sedi dell´antichit&agrae; – Leonardo Rombai
  • Tavola 137 (891 kb) Monumenti e sedi del Medioevo – Leonardo Rombai
  • Tavola 138 (4.018 kb) Infrastrutture storico-archeologiche – Massimo Quaini
  • Tavola 139 (1.010 kb) Città storiche: profili semantici – Angelo Turco
  • Tavola 140 (2.405 kb) Città storiche: pratiche urbane – Angelo Turco
  • Tavola 141 (2.079 kb) Centri storici minori – Sebastiano Monti
  • Tavola 142 (1.832 kb) Paesaggi colturali tradizionali – Elio Manzi
  • Tavola 143 (1.423 kb) Nuovi paesaggi – Ugo Leone

TIPI DI DISCONTINUITÀ TERRITORIALE (pdf : 5.627 kb)
(Responsabile d´area in seno al Comitato Scientifico: Franco Salvatori; coordinatore: Tullio D´Aponte)

  • Tavola 145 (1.424 kb) Limiti politici ed amministrativi – Tullio D´Aponte
  • Tavola 146 (2.245 kb) Limiti di proprietà – Tullio D´Aponte
  • Tavola 147 (2.776 kb) Limiti di parco e di aree protette – Tullio D´Aponte
  • Tavola 144 (4.366 kb) Paesaggi dell´archeologia industriale – Elio Manzi

TOPONOMASTICA (pdf :9.564 kb)  

(Responsabile d´area in seno al Comitato Scientifico: Salvatore Arca; coordinatore: Salvatore Arca)

  • Tavola 148 (1.575 kb) Toponimi italiani: origine ed evoluzione – Alberto Nocentini
  • Tavola 149 (2.874 kb) Denominazioni varie attribuite alle forme del terreno – Gabriella Arena

  • Tavola 150 (1.717 kb) Denominazioni comuni e nomi propri di località abitate – Gino De Vecchis

  • Tavola 151 (2.554 kb) Categorie toponimiche ed uguaglianze linguistico-morfologiche – Fiorenza Granucci

  • Tavola 152 (2.157 kb) Nuovi toponimi – Laura Cassi